Una Sicilia che non si toglie di dosso

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Tanti anni vissuti lontana da casa e mai come adesso la mia voglia di tornare in Sicilia è stata così grande. Che vuoi che sia stata poi la distanza tra la Toscana e la Sicilia, in un’ora d’aereo era fatta, non considerando il travagliatissimo viaggio in bus che da qualsiasi aeroporto siciliano ti spetta per raggiungere Agrigento, e nonostante ciò, si faceva. Per le feste, per l’estate e per tutte quelle volte che ti sentivi un po’ giù e necessitavi di ricaricare le batterie con il profumo di casa, giusto per un week end.

Sette anni a Firenze son volati e nel migliore dei modi direi. Sentita nostalgia di casa il giusto, forse più i primi anni, ma poi Firenze l’ho sentita sempre più mia e io sempre più parte di lei. Pensavo potesse essere la città della mia vita, la mia tristezza era infinita quando l’ho lasciata, ma solo ora capisco come quello non era il mio posto.

Oggi sono lontana dall’Italia. Dopo sei mesi di vita all’estero, dove ad essere cambiata non è solo la città, ma anche la gente, il clima, il cibo e i ritmi, qualcosa si è fatto più chiaro. Sono cambiata profondamente anch’io, diverse le mie priorità ed i miei desideri.  Mi sono riscoperta più attaccata alle mie origini, più di quanto pensassi, e l’orgoglio, che a tratti si alterna a rabbia, adesso si fa più forte, adesso urla e mi dice torna!

L’estate appena trascorsa ha rimarcato ancor di più questo desiderio. Come se fossi stata dispersa nel deserto per mesi senz’acqua, ho mandato giù tre settimane di Sicilia tutte d’un sorso, senza mai staccare le labbra dalla bottiglia. Non ho sprecato un attimo. Mi son goduta la mia casa, i miei nonni, il mio cane e le mie amicizie. Ho fatto le solite cose e cose che erano anni che desideravo fare. Non mi sono fatta scappare alcuna occasione per scoprire, vivere e assaporare a fondo questa “buttanissima Sicilia” (cit.). Quest’estate, tutti i motivi per cui disprezzo questa terra si son fatti minuscoli al cospetto di quelli per cui l’adoro e per cui non riesco ad immaginarmi tanti anni ancora lontana da lei. La gente è ciò di cui ho sentito più la mancanza. Quella buona, terra terra, quella sincera e schietta… e amurusa, di un affetto disinteressato che ti commuove. Quella del niente ci fa e della leggerezza quotidiana, quella che trova sempre il tempo di fare un salto a mare e di fermarsi per scaldarsi un po’ al sole e quella che il cibo siciliano non glielo devi toccare. Quella fiera e testarda…quella un po’ come me insomma.

Oggi presa un po’ dalla nostalgia e da una serie di turbamenti mentali su cosa, dove e come voglio impostare il mio futuro, vorrei fare assaporare a qualcun’altro lo straordinario gusto dolce, speziato, acidulo, amaro, piccante ed inebriante della mia disgraziatissima terra.

La LUCE. E’ una di quelle cose per cui rimani sbalordito, ma che luce c’è in Sicilia?! Non dipende dal fatto che non ci sono mai nuvole o altro. Il sole in Sicilia cade con una tale grazia sulle cose che qualsiasi cosa appare dorata e brillante insieme. La terra, le case, la frutta, il pesce, l’acqua, la pelle, le barche, i templi, i sassi, i palazzi…pure le persone. In Sicilia c’è una luce che ti abbaglia l’anima, te la arde e poi te la riscalda dolcemente.

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La TERRA. Il suolo su cui cammini pare uscito da un libro di magie. Arso, ricco, umido, morbido, duro, pericolo, rassicurante, avvolgente, incerto, caldo, freddo, vivo, morto. E chissà quanti ancora ce ne sono sparsi per la regione…colori, forme, elementi, ognuno per ogni volto di questa terra.

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La CULTURA. I siciliani non smetteranno mai di stupirmi, sia quelli di oggi che quelli di ieri. Pare come se un qualsiasi uomo nato o arrivato in Sicilia assorba la forza dalla terra per scalare montagne, dominare la natura, elevare monumenti ed innalzare lo spirito. Tutto quello che accade in Sicilia ha dell’eccezionale, nella buona e nella cattiva accezione del termine. Si lo so, ci sono uomini da queste parti che era meglio che questa forza non l’avessero mai trovata, ma quelli che ogni giorno combattono il male, la bruttezza e l’ignoranza sono molti di più. I loro gesti non fanno rumore ma non per questo son meno grandi. Un uomo ad esempio, un artista-pastore, nell’arco di 20 costruisce un magia. Non ci sono altre parole per descrivere il teatro di Andromeda a Santo Stefano Quisquina.

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PHOTOS BY SALVATORE GIALLOMBARDO

Realizzato con pietre raccolte pazientemente durante la transumanza, questo è un luogo mistico, sospeso nell’aria, che guarda verso il cielo ed una valle ricchissima, che scende giù dolce. Un posto che ti rapisce il cuore, la mente e il corpo, in una notte d’estate, insieme a tanta splendida gente conosciuta per caso.

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La FAMIGLIA. Quella di sangue e quella del tempo. Quella che in Sicilia è difficile che non sia bella, calda, eccentrica e amurusa. La mia famiglia del tempo è quella che si è formata intorno a me negli anni. Gente con la quale ci sono due, cinque, dieci, quindici anni ad unirmi. Stesso modo di pensare, uguali no, ma spesso stessi interessi e ,come nel caso della mia ciurma di viaggio estiva, stessi desideri: una vacanza no stress, lontani, isolati e uniti. La meta perfetta: Linosa. Non ci siamo fatti abbattere dalle lunghe ore passate al telefono alla ricerca di una casa proprio a cavallo del ferragosto, all’ultimo momento. Testardi e tenaci ce l’abbiamo fatta e quel che è stato non poteva che essere perfetto. In pieno mar mediterraneo, lontani dallo stress, dai cellulari, da internet e dai pensieri, abbiamo trascorso 3 giorni tra acque cristalline, campagne ricoperte di capperi e fichi d’india, interminabili tramonti e tanto ma tanto buon vino.

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E ancora più che altrove, l’impronta umana che ti segna il cuore qui è più forte. Persone semplici, su cui il peso dello stress, del caos o del tempo non lascia traccia. Si dorme con le porte aperte, i muri sono bassi, ci si incontra la mattina presto dal panettiere, ti sposti a piedi o in lambretta, due soli minimarket, una solo abbozzo di piazza, qualche ristorantino e nessuna finzione. E poi mare e natura arsa ovunque. Terre nere e acque calme cristalline. Se esiste paradiso, si trova proprio lì. Il posto perfetto dove godere di pace e buone amicizie.

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Questi ricordi sono la mia forza e la mia fonte d’ispirazione. Oggi sono carica di idee ed energie e non ho ancora deciso se la Sicilia sarà la mia prossima tappa o se sarà ancora una volta posticipata. Ma io ci ritorno e quando accadrà mi ripiglio tutto. Più di prima! E farò di tutto affinché quella luce, quelle terre, quella cultura e quella gente tornino ad essere non solo il mio centro del mondo ma anche quello di tanta gente che, come me, è con il corpo lontana ma con il cuore sempre vicino a tutta questa bellezza.

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