LONDRA| 4 GIORNI, 2 CUORI e 4 SUOLE DI SCARPE CONSUMATE (parte 1)

acquisti

Finalmente un viaggetto come si deve insieme. E si perché in quasi sei anni io e Adri non siamo mai riusciti ad organizzare una vera vacanza, con ferie prese e relax solo per noi. Si, le nostre estati non sono mai state male, o in Sicilia da me o in Puglia da lui, ma andare all’estero è un’altra storia. La “scusa” sono stati i biglietti, comprati quasi un anno fa,  per il concerto di Zucchero alla Royal Albert Hall di Londra. Abbiamo rischiato di cancellare tutto per dei miei impegni, ma per fortuna alla fine siamo riusciti a prenotare aereo e albergo e organizzare  tutto nel giro di una settimana! Via, partiti giovedì per un super week end lungo nella bellissima, fighissima, fashionissima, italianissimi, rumorosissima, artisticissima, brillantissima, coollissima LONDRA.

La prima cosa che ho fatto, dopo aver capito che si partiva davvero, è stata scappare a comprare la cartina della città e post-it colorati. Così signori miei ho stilato un programmino di tutto rispetto tra musei, mercatini, fiere, architetture e colazioni ciccionissime. Ho cercato di spalmare le visite ai musei in diversi giorni e concentrare le cose da vedere e fare il più possibile nelle stesse zone per limitare gli spostamenti in metro.

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Fiera della mia organizzazione con i post-it colorati per giorno, sono anche orgogliosa di aver utilizzato google map pochissimo, abbiamo fatto all’antica, cartina in mano e via!!! Questo viaggio mi ha fatto capire ancora di più quanto siamo dipendenti di tecnologia e internet. Ci siamo rincoglioniti totalmente. Eravamo circondati da zombi con cellulari in mano, comitive di amici seduti allo stesso tavolo a mangiare una pizza che non si sono cagati per 15 minuti di seguito presi dai social, oppure coppie che non si scambiavano nemmeno uno sguardo seduti a bere un caffè. Scene sconcertanti.

Comunque ritornando a noi e al mio tour, ne siamo usciti un po’ stanchi ma soddisfattissimi alla fine…in fondo siamo CIOVANI, c’è ne di tempo per riposarsi. Questo il mio itinerario.

GIORNO 1

  • Hide Park
  • Museo di Storia Naturale
  • Buckingham Palace e St James Park
  • Big Ben e House of Parlamento
  • Royal Albert Hall e Concertooooo

Atterrati a Londra Stansted alle 8:00 del mattino, facciamo subito in aeroporto la Oyster Card, una carta che per chi vuole muoversi in città senza dover spendere un capitale tra metro, bus e battelli, è indispensabile.oyster Infatti è una tessera ricaricabile grazie al quale si pagano i mezzi pubblici a prezzi nettamente inferiori ai singoli biglietti di viaggio. Il costo iniziale è di £5 e poi puoi caricare quanto vuoi. Noi abbiamo in tutto messo £25 a testa per 4 giorni e siamo arrivati in metro all’aeroporto di Heatrheathrow al ritorno e c’è rimasta pure qualche sterlina. Ottimo direi! Non è nominale e non scade mai. Quindi potete riutilizzarla in viaggi successi o prestarla ad amici.

Avevamo prenotato una camera nelle vicinanze della Royal Albert Hall, non molto distante da Hide Park e il programma della mattinata era quello di mollare le valigie e giungere a piedi Buckingham Palace e da lì passeggiare verso il Big Bag e il Tamigi prima del concerto. Ma al nostro arrivo intorno le 11, dopo una capatina al binario 9 3/4 alla stazione di King Cross (gli appassionati di Harry Potter capiranno) e una bella colazione (la terza della giornata), la stanza non era ancora pronta, così per spendere quelle due orette di tempo decidiamo di fare una passeggiatina nella zona. Prima tappa Hide Park , e che culo abbiamo beccato proprio una giornata soleggiata. E’ un parco immenso e bellissimo e i colori dell’autunno ci hanno regalato una passeggiata da film: un leggero venticello tanto da farci camminare stretti stretti <3, piccioni e paperelle qua e là e il fruscio delle foglie che faceva da sottofondo.

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Dopodiché convinco Adriano a fare un salto veloce al Museo di Storia Naturale non molto distante da lì, giusto per fare delle foto all’atrio d’ingresso (visto su instagram e innamoratamene). A lui non andava di partire subito con un museo impegnativo il primo giorno, stanchini un po’ com’eravamo dopo la sveglia delle 4 del mattino, ma alla fine me lo trascino (santo uomo). Arrivare lì e rimanere incantati dall’atmosfera e da questo ingresso bellissimo è stato un attino.

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Alla fine lo abbiamo girato tutto. Si perchè se avete voglia di ritornare a stupirvi come bambini, questa è una tappa che non potete mancare. E’ un’enciclopedia illustrata a colori, organizzata in sezioni tematiche strepitose (botanica, entomologia, mineralogia, paleontologia e zoologia) con giochi, proiezioni, attività , dimostrazioni per tutte le età…e la simulazione del terremoto in Giappone del 1995 con tanto di ambientazione, scosse e suoni??? Una figata pazzesca. E il book shop e la brasserie???!!! Bellissimi. Insomma  non potete perdervi questo museo, non è affatto noioso e oltre tutto è anche gratis.

Finalmente prendiamo possesso della camera e come da programma si va a piedi verso Buckingham Palace. Vi posso dire una cosa? A me ha deluso un po’. Mi aspettavo qualcosa di più spettacolare da Queen Ely e tra l’altro le guardie non avevano nemmeno la classica divisa rossa con cappellone nero. Non siamo mica entrati, abbiamo fatto qualche foto lì intorno e poi via verso St James Park. Questo si che mi è piaciuto!

Abbiamo preso un tè caldo take away e abbiamo attraversato il parco in pieno relax. Scoiattoli ovunqueeee!!! Teneri, ciccioni e morbidosi. E poi, poco più avanti, c’è un ponticello su un laghetto dal quale Buckingham Palace appare in uno scorcio molto più bello. Da lì, ci siamo diretti verso il Big Ben, dove abbiamo fatto le solite foto di rito e poi dritti verso casa, per una doccetta e il concerto.

La Royal Albert Hall è una meraviglia. Non so se sarà stato il mio mood a cuoricini, l’autunno fuori o la luce che c’era, tutto mi è parso perfetto ed affascinante. Ad ogni piano del teatro ristorantini e bar, dove sorseggiare qualcosa nell’attesa del concerto. Noi abbiamo cenato lì ed è stato buffo notare che tutti i camerieri erano italiani. Finito di mangiare entriamo in sala: bellissima e l’acustica eccezione. Zucchero è stato un leone! Un’energia e una grinta di cui è inutile che vi parli, si sa già. I musicisti bravissimi. Amore puro per la batterista e la solista, due bombe sexy e piene di talento. La scaletta perfetta, prima i nuovi brani e poi tutti i suoi classici. La sala per metà era occupata da italiani, ma è stato piacevole sorprendersi di quanti inglesi ci fossero. Insomma una serata di soli brividi.

mapaplan.com

GIORNO 2

  • Sky Garden
  • la City
  • Spitalfields Market
  • Brick lane
  • National Gallery
  • Piccadilly Circus

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Signori una cosa che non potete assolutamente perdere se andate a Londra è lo Sky Garden. Si tratta del rooftop di un nuovo grattacielo nel cuore della City, al numero 20 di Fenchurch Street, chiamato Walkie Talkie, per la sua forma strana. Amanti di architettura o meno, questa terrazza tra le nuvole di Londra vi lascerà senza fiato.  Una vista mozzafiato a 360° sulla città, 155 metri d’altezza, una colazione di tutto rispetto e atmosfera brillante e profumata grazie al giardino verde all’interno.

La notizia fantastica è che è gratis, ma bisogna prenotare. Avevo letto sul blog Londonscope che il momento più suggestivo, specie in giornate serene, è il tramonto ma purtroppo non abbiamo trovato posto, e così ci siamo dovuti “accontentare” della colazione. Siamo arrivati lì per le 9:30 e mai orario più azzeccato, perchè c’era pochissima gente e ancora abbastanza silenzio. Il bancone del bar, una gioia per gli occhi: torte, muffin, paste, biscotti e scones (da quando li ho scoperti qui in Irlanda, li amo infinitamente).

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Tavoli e divanetti con copertine corrono lungo la grande vetrata e appena varchi l’ingresso vieni preso a schiaffi dalla vista dello Shard, il nuovo grattacielo di Renzo Piano, una scheggia di vetro appunto. Finita la colazione poi siamo usciti fuori sulla terrazza verso il Tamigi e fatto su e giù per le gradinate che ti portano sulla parte posteriore, da dove si vede il resto della City, con il cetriolo di Foster in primo piano (il Gherkin). Insomma non potete mancare questa tappa.

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Usciti da lì abbiamo fatto un giretto tra i grattacieli della City. Tutto luccicante e rumorosissimo. Siamo giunti ai piedi del Gherkin di Foster dove ho sequestrato il cellulare di Adri, che ha una fotocamera nettamente migliore della mia, e ho fatto tantissime foto. Devo essere sincera, studiandolo sui libri, questo grattacielo non mi ha mai fatto impazzire, ma trovartici proprio sotto ti lascia senza parole.
Il vetro scuro e trasparente, l’acciaio che si intreccia e le superfici chiare all’interno fanno proprio un bell’effetto. Quindi se vi piace l’architettura contemporanea, fate due passi nella city.

Si erano fatte le 12, con Adri ci eravamo riproposti di fare una passeggiata nello storico mercatino di Spitalfields per poi andare a mangiare in Brick Lane, a detta di molti blog, il luogo migliore dove poter mangiare orientale e asiatico a Londra. Arriviamo a piedi allo Spitalfields Market, siamo circondati da vinili (gli appassionati devono passare da qui), vestiti vintage, maglie e oggettini realizzati da giovani creativi. Le classiche cose inutili che io amo profondamente. E’ qui infatti che ho acquistato la mia borsa di tela con un panda in giacca e cravatta che fuma una pipa. Tenerissima.

Vi avevo detto che la nostra intenzione era quella di mangiare in Brick Lane?! Bene è stato impossibile, perchè siamo stati circondati da una miriade di baracchini e camioncini di street food, profumi di tutti i generi e continenti e così non abbiamo resistito.

Io ho preso un super “container” di falafel, salsine e insalatine strepitose. Mentre Adri un wrap con della carne in un baracchino messicano credo. Insomma siamo usciti da lì dentro che puzzavamo come un camioncino di patatine fritte al lungo mare di San Leone.

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Dopo pochi minuti a piedi eravamo in Brick Lane, la via più famosa per la street art a Londra. Mettete a fuoco ogni centimetro quadrato di muro e infilatevi in qualsiasi vicolo, perchè dietro qualsiasi cosa si nasconde una qualche opera d’arte.

Inoltre questa zona  è soprannominata Banglatown per le tante famiglie asiatiche che vi vivono e che conducono ristoranti, soprattutto bengalesi. Così colori e profumi orientali vi inebrieranno a tal punto da farvi girare la testa per tutto il tempo che vi tratterrete su questa via (in basso vi linkerò un bell’articolo che descrive benissimo la Brick). Un posto mi è piaciuto particolarmente. Una libreria fighissima in Hanbury St, una viuzza laterale. Non so se vi ho detto quanto io adori le librerie e che sarei in grado di comprare libri anche in aramaico antico tanto mi rincoglionisco lì dentro. Bene questa era una di quelle. Si chiama Libreria bookshop. Rientra nel progetto di Second Home, un spazio culturale e workspace bellissimo, che si trova proprio lì davanti. Lo riconoscerete subito perchè la facciata è attraversata da dei grossi  e trasparenti tubi/balconi e una caffetteria strepitosa al piano terra.

Tornando alla libreria è particolarissima. E’ un corridoio che sembra raddoppiare la sua lunghezza e ampliare lo spazio grazie ad un grande specchio in fondo e sul soffitto. Le pareti sono interamente ricoperte da scaffali realizzati con tavole gialle da impalcature, ed ogni tanto tra i libri si aprono spazi per accucciarsi a leggere o piccole nicchie che prendono luce dall’altro. Insomma vi consiglio vivamente una bella passeggiata in Brick Lane, un caffettino alla Second Home e un libro alla Libreria.

 

La seconda parte della giornata l’abbiamo spesa, in termini di tempo e tante, ma tante energie, alla National Gallery, in Trafalgar Square. Museo immenso e bellissimo. Anche questo è gratis, ma noi avevamo prenotato anche i biglietti per la mostra Beyond Caravaggio (le mostre extra sono sempre un po’ più care rispetto all’Italia, ma ne è valsa la pena).

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Se andate a Londra entro il 15 Gennaio, fateci un salto, perchè esplora la rivoluzione che  Caravaggio ha portato nel mondo dell’arte e poi gli allestimenti erano veramente belli.

https://www.youtube.com/watch?v=JIGs_9P5Q8g

Finita la mostra abbiamo girato tutto il museo e stanchi com’eravamo, non ci siamo fatti mancare una pausa per il tè delle 5 nel ristorante nella Sainsbury Wing, l’ala ovest. Un posto con un’atmosfera incantevole e di classe. Marmi verdi incorniciati da sottili linee di ottone, lampade sottili che scendevano dal soffitto scuro e da un grande lucernario e delle vetrate che attraverso il portico esterno traguardavano Trafalgar Square. Una sciccheria insomma. Se anche voi siete amanti degli interni di ristoranti, bar, bookshop e dei musei ben allestiti, fate tappa alla National.

Un po’ distrutti, si erano fatte le 19 e non vedevamo l’ora di trovare un posto dove sederci e mangiare. Ci dirigiamo a piedi verso Piccadilly Circus, e ci infiliamo in Burger & Lobster, un fast food a base di aragoste. Buonissimo, ve lo consiglio. Ambiente figo e camerieri simpaticissimi. Dopo cena iniziamo a girare  a sentimento tra le viuzze lì intorno e cosa vedono i miei occhi????!!!!!

La mia espressione la dice lunga!!! Il negozio multipiano m&m. Km di tubi pieni di m&m di tutti colori e gusti, tre piani di pupazzi e gadget colorati e morbidosi. E si, mi sono lasciata comprare. I miei discorsi sullo zucchero, che fa male, che nutre le cellule tumorali, che bisogna ridurne il consumo, per non parlare poi di quelli sulle multinazionali! Svaniti! Non ci ho visto più…avevo gli occhi a cuoricino e la bava alla bocca! In sostanza, la carne è debole! Si, sono una peccatrice!!! Però ho preso quelle al cioccolato fondente!!!

Insomma fatto il carico di zuccheri raffinati e dopo aver visto il Big Ben e l’House of Parlament in versione notturna, siamo rientrati sfiniti in camera, lettone e pigiama caldo per ricaricarci per il lungo programma del giorno seguente.

Seconda parte del viaggio, nel prossimo post…caspita quanto tempo ci vuole a scrivere tutto!!!!

Questi alcuni link che mi hanno aiutato nell’organizzazione del viaggio:

Itinerario di 3 giorni a Londra per chi non c’è mai stato

https://wordpress.com/read/feeds/50676300

https://wordpress.com/read/blogs/104341081/posts/7645

https://wordpress.com/read/feeds/50676300/posts/1173108676

http://www.travelstales.it/2012/02/22/oyster-card-o-travelcard-quale-conviene-fare-a-londra/

http://machedavvero.it/2012/04/un-pomeriggio-allo-spitafields-market/

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7 thoughts on “LONDRA| 4 GIORNI, 2 CUORI e 4 SUOLE DI SCARPE CONSUMATE (parte 1)

      1. Eh siiii.. è una città magnifica, e devo ancora vedere tantissime cose anche io che ci sono stata due volte! Esatto, bisogna SEMPRE pensare al prossimo viaggio.. sto giusto programmando un weekend a dicembre 😀

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