L’Irlanda è donna

Oggi mi sono imbattuta in una sorta di annuncio di lavoro che proponeva di trasformare il  viaggiare in una professione! Lì per lì ho pensato: finalmente le mie preghiere sono state esaudite, il lavoro che fa per me esiste davvero e la vita non è poi così infame! La profonda invidia per documentaristi, reporters e fotografi poteva oggi estinguersi. Mi vedevo già nei panni di una Donna Avventura (senza però la camicetta mappa geografica), con zainetto in spalla e cartina alla mano, alla scoperta di tutte le capitali Europea, a stanare le architetture più belle della nostra storia contemporanea, bella, serena e appagata…

….CERTO!!! COME NO!!!

Giusto il tempo di leggere di più, per capire che non era niente di tutto questo! Figuratevi se ho sto culo io!

Si trattava di contribuire ad un sito di viaggi, parlando un po’ dei propri, in cambio di un “riconoscimento” in termini di denaro. Non voglio discutere dell’appropriatezza o meno del termine riconoscimento, doesn’t matter, anche perchè alla fine mi sono candidata ugualmente. Ciò di cui voglio parlare è la mia reazione alla domanda

Qual è il viaggio che ti ha cambiato la vita e perchè? 

Premettendo che attualmente il mio passaporto non vanta alcun timbro (bisogna lavorarci) e che ho da poco ricominciato a  girare l’Europa, questa domanda mi ha  un po’ spiazzata. Penso e ripenso…nel giro di pochi istanti la mia risposta è stata IRLANDA. E’ mai possibile? Fino a qualche mese fa, nel pieno del mio periodo più triste in terra gaelica (era Luglio e non ha smesso di piovere un giorno) avevo giurato di lasciarla al volo non appena avessi finito il tirocinio e il mio disprezzo era enorme. Oggi però che succede? Ho davvero cambiato idea? Cosa è cambiato e cosa ho capito?

l’Irlanda è donna!

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Cliff of Moher

Femmina è (questa mi è uscita proprio alla siciliana).Bisogna capirla, saperla prendere e soprattutto avere molta ma molta pazienza con lei! Proprio come una donna è lunatica, cambia umore spesso e bruscamente. Quando è incazzata lo è veramente, e per giorni. Ma quando decide che quel giorno è quello buono, proprio come una donna, inizia a darti tutta se stessa, ad amarti intensamente facendoti dono di tutto e il massimo di ciò che possiede.

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Il tramonto di qualche giorno fa sui tetti di Cork

Il viso dell’Irlanda è il cielo e le nuvole sono le sue rughe d’espressione. I cieli qui cambiano in fretta, ora è grigio, pochi minuti dopo a pecorelle, dopo ancora limpido e cristallino, per farsi pieno d’acqua nel giro di una manciata di minuti. La mattina è quasi sempre effimero, leggero ed invisibile. E’una donna indifferente, un po’ distratta che va di fretta a lavoro. Al tramonto invece, cambia il suo abito, si veste a festa per regalare la danza più sensuale e profonda che occhi di uomini abbiano mai visto. Si tinge di lilla, blu e rossi intensi, a volte azzurri delicati, quasi bianchi. Si muove velocissima sotto i soffi delle correnti e lo sguardo del sole che cala. Regala emozioni  grandi, disarmanti a volte inquietanti altre invece dolcissime e morbide. La giusta carezza di una bella donna, prima di andare a letto.

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Passeggiata nella baia di Dublino_Sandymont

Il corpo dell’Irlanda sono le sue terre. Sconfinati prati verdi sono la sue pelle, costellata da piccoli nei bianchi, pecorelle da lana, che senza sosta brulicano quelle terre da secoli. Sono le giornate di sole a rendere vera giustizia ai verdi irlandesi. In quei momenti cogli tutta la loro brillantezza, freschezza e tutta la loro fertilità. Ma quando il cielo è grigio, il paesaggio si carica di tensione, si fa ostile, più scuro e l’Irlanda cambia ancora una volta umore. E’ davvero incazzata.

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Viaggio in bus verso Dublino

Ogni cosa al mondo ha il suo il suo sostegno. L’Irlanda ha un possente scheletro di roccia  a reggerla sulle fredde acque atlantiche. Le sue scogliere sono un tormentato  groviglio d’ossa nere, fredde e senza vita. Terre morte e dure che si gettano non curanti in mare. Si allungano come vecchie  dita di una mano e proteggono gelosamente anfratti e insenature senza fine, a tratti quasi snervanti.

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Ballycotton Cliff Walk

Sono le mani di una lavoratrice testarda ed instancabile. Forte e determinata. La sua mente a volte ha giocato di perfidia.  Baie dentro altre baie. Insenature dentro altre insenature. Porti dietro altri porti, sempre più verso l’interno, sempre più chilometri verso il cuore dell’isola. Non si riesce mai a venirne a capo. Quello sarà un lago? La foce di un fiume?Una baia? Ma quello è già mare aperto?  E’ il gioco del vedo e non vedo, provocatorio ed erotico, che si srotola sul tavolo del  viaggio, alla scoperta di questa donna straniera.

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Baia di Kinsale

Questa vecchia signora mi ha fatto dono, spesso con le cattive maniere, della pazienza. In Irlanda non puoi che essere paziente. All’inizio non mi è stato veramente chiaro. Mi sono arrabbiata, imbronciata, ho pianto tanto e la tentazione di mollare tutto a metà spesso è stata pressante. Mi sono sentita a volte presa a calci, spianta a togliere il disturbo, dalle gente che non capivo, dalla lingua, dalle abitudini che tardavano a riprendere e sopratutto dal clima. Come gli irlandesi mi sono messa ad aspettare. Ho avuto pazienza. Ho atteso il cielo più bello, l’occasione perfetta, il giorno migliore per fare pieno di vitamina D al sole in un parco, per lunghe passeggiate in spiaggia o su una scogliera oppure respirare aria fresca nel cuore di una riserva verde. Ho atteso i tardi pomeriggio di un Settembre tiepido, l’imbrunire delle foglie, l’arietta fina dell’autunno irlandese e non ho mai perso un minuto in casa quando fuori la signora ti concedeva una tregua. Ho atteso la gente che mi è diventata amica, l’inglese che si è fatto più comprensibile e sono sempre in attese dei gesti giornalieri che diventino buone abitudini. Ho da poco iniziato ad aspettare anche un nuovo lavoro, in una nuova città, che so arriverà presto. Perchè questo paese, prima ti mette alla prova, ti toglie certezze e sicurezza in te stessa e poi alla fine, quando sei quasi giunta alla stregua, ti premia, apprezza il tuo saper aspettare e ti regala il meglio che ha, più di quanto ti aspetti.

Quindi ecco, il viaggio che mi ha cambiato la vita è l’Irlanda. Un viaggio che non è ancora finito e che oggi è anche la sicurezza di una casa.

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