Chiedetemi se sono felice!

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È tanto che non scrivo e di questo sono contenta, perchè ho avuto le mie buone ragioni, anzi buonissime. Come dicono in inglese sono stata “busy”, impegnata, perchè gente io ho terminato la mia prima settimana di lavoro, la mia ennesima prima settimana a Dublino e sono andata a caccia dell’ennesima camera pagata a chilate d’oro!!!

Ieri sera mentre ero in bus verso Cork, ho iniziato a scrivere quest’articolo che adesso sto totalmente cambiando. Scrissi un po’ di quello che mi era successo questa settimana, di come mi piace il mio lavoro e soprattutto di come sia ingiusto che in Italia si debba faticare tanto per trovare un lavoro, che piace, retribuito e che ti garantisca una vita serena e tranquilla. Era uscito il mio lato polemico e la mia rabbia, ma adesso sto cambiando un po’ di cosette. Voglio scrivere solo di cose belle!

Stamattina io e Adri, ancora con la faccia piena di sonno, siamo andati sotto casa a fare colazione. Super torta al cioccolato fondente e cappuccino, musica di natale da sottofondo e un’immensa pace dentro di me. Era tanto che aspettavo questo momento. Il trovare lavoro è sempre stato per me una cosa che mi ha tormentato. Durante gli anni universitari ho provato a vedermi anni avanti, ho provato ad immaginare come sarebbe stata la mia ricerca, a quanti compromessi avrei dovuto accettare pur di mettere qualcosa in tasca, alla rabbia che avrei dovuto inghiottire per stipendio basso, affitto alto e magari qualche privazione. I miei sono sempre stati meravigliosi, non mi hanno mai fatto pesare il costo dei miei studi e i sacrifici sono stati molti da parte loro. Mi pento un po’ di non essermi mai trovata un lavoretto in quegli anni. So che per mio papà sarebbe stato un affronto, lui in questo è molto orgoglioso, ha sempre voluto provvedere a me e ai miei fratelli senza compromessi e da solo. Così a parte il tirocinio a Parma, non mi sono mai confrontata con un ambiente lavorativo, con le responsabilità e soprattutto non mi sono mai trovata faccia a faccia con me stessa e con le mie capacità, al di là dei libri e degli esami universitari. Giuro, in quegli anni ho avuto difficoltà ad immaginare me stessa autosufficiente, senza la roccia della mia famiglia a sostenermi. A volte sono una pessimista arrabbiata,  le esperienze di amici e conoscenti, in una Firenze sempre più piena di architetti e sempre più a corto di lavoro, mi hanno sempre fatto immaginare il peggio per il mio futuro.

Così oggi tutta la bellezza e la serenità che mi sta travolgendo qui a Dublino è qualcosa di inspiegabile, completamente estranea a quello che c’era, fino a qualche mesetto fa, nella mia testa. Stamattina io e Adri, stavamo rientrando con i sacchi della spesa a casa, stavamo parlando dello nostro prossimo viaggio, del fatto di trovare una bella casetta e di vivere insieme. Come direbbe mia nonna, belli sistemati e tranquilli. In quel momento ho percepito la felicità che in quest’ultima settimana mi sta scorrendo nelle vene. Ho realizzato che posso permettermi di fare progetti, se pur piccoli, lo posso fare senza alcun peso sul cuore e soprattutto senza pesare sulla mia famiglia. Posso contare sulle mie forze e sono io a decidere per me. Non il paese in cui vivo, le persone che mi circondano e una società come quella italiana che sembra essersi immobilizzata, impantanata in questa sorta di disperazione non sfogata, latente, che aleggia nell’aria e che ti aspetti che deflagri da un momento all’altro. Occhio però a non pensare che stia rinnegando o disprezzando il mio paese e nemmeno sto pensando male di chi questo paese non vuole lasciarlo, da parte mia non può che esserci ammirazione. Se ne avessi la possibilità, io ritornerei immediatamente in Italia, fermata Sicilia, il posto più bello del mondo. Il mio è un costatare la realtà di un’Italia ferma, non si sa ancora per colpa di chi. Il paese perfetto sulla carta, è imperfetto nella realtà. Il paese delle contraddizioni, delle eccellenze, della brava gente che fallisce o di quelli che invece ce la fanno, ma che sono solo eccezioni. Mi chiedo spesso perché in Italia non ci possa essere lo stesso benessere che vedo qui. Chi non lo ha visto non può capire. I primi tempi mi sconvolgeva. Ma non sto parlando di lusso o cose simili. Parlo di quel tipo di benessere che ti regala una vita serena, che non è solo questione di quanto guadagni, ma il fatto che hai orari lavorativi normali, che ti puoi permettere di uscire da lavoro alle 17:30, di andare in palestra e magari di mangiare un boccone fuori con gli amici ogni sera. Parlo del fatto che qui nessuno pensa che fare un figlio sia una sfida o un atto di coraggio. Mi riferisco al fatto che se sei una persona che vali puoi ambire a qualsiasi posizione, al di là dell’età che hai. Sono solo le tue capacità a qualificarti. Ti puoi licenziare semplicemente perché il tuo lavoro non ti piace e trovarne un altro nel giro di poche settimane. Tutto gira veloce, nel giro di sei mesi puoi avere un aumento, senza che tu l’abbia chiesto. Le aziende investono su di te, ti mettono a disposizione ciò che la tua formazione e il tuo benessere fisico e mentale necessità. Gli uffici sono pieni di gente giovanissima e nessuno ti chiede di lavorare gratis o in cambio di un arricchimento del curriculum. Questo non è il paese dei balocchi. Non si sono ammattiti tutti. Questo è un paese normale. Vivere in questo modo non è l’eccezione, è la normalità che tutti dovremmo pretendere, è la serenità che tutti meritiamo. E’ qualcosa che non pensavo potesse mai travolgermi.

Chiedetemi se sono felice!!!

Per me quest’anno il natale è arrivato un mese prima! Sarà un natale diverso e sento l’immensa necessità di dire grazie, non so se a un dio o solo alla perfetta equazione che regola questo mondo. A qualsiasi Dio possa esistere, di qualsiasi religione e di qualsiasi cultura, canto con tutta la voce che ho la preghiera che presto il nostro paese possa rialzarsi, che torni a dare speranza e pane buono da mangiare, niente più    bocconi amari, niente più compromessi. Prego che l’Italia possa regalare presto ciò che l’Irlanda sta regalando a me. La sensazione è meravigliosa, credetemi!

 

 

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