Inizio di un diario di bordo

Credo di averle provate quasi tutte, di essermi torturata e voluta bene in diversi modi negli ultimi in anni in termini di diete e perdite di peso!!! A me piace mangiare, e questo credo che si sia abbondantemente capito. Risulta anche chiaro come sia altalenante ed incostante la mia forza di volontà e determinazione. Specie quest’ultimo anno, la mia vita è stata scandita da settimane trascorse nella più onorabile fedeltà ai principi salutari da me tanto sbandierati a destra e manca, per poi finire inghiottita da fine settimana all’insegna delle cene con gli amici, delle pause tè e dolcino in giro per Dublino e la voglia di preparare qualcosa di buono per Adriano per colazione/pranzo/cena. Quindi quei chiletti che fieramente avevo perso poco prima della mia laurea (ragazzi questa settimana sarà trascorso già un anno) si sono fatti andare a benedire. La mie corsette settimanali? Oramai quasi inesistenti.

Il punto è che io sono una persona estremamente golosa. Ad un piatto di pasta o ad una pizza preferisco sempre di gran lunga un pezzo di torta, un cannolo e una barretta di cioccolato. Sono la dimostrazione di come gli zuccheri giochino un ruolo droga per l’organismo. La mia dipendenza è lo zucchero, il profumo di dolce in forno e la fragranza sotto i denti di una pasta calda calda. La mia forza di volontà, determinazione e risolutezza vanno a farsi benedire al cospetto di un dolce sotto i baffi.

Che poi pare che il mondo complotti contro di me! Io ci provo, sempre, tutte le settimane! Ogni lunedì la solita storia, anzi no, è la domenica sera che parte la solita tiritera: in camera mentre metto il pigiama, guardo la buzzetta che penzola proprio lì sotto il mio naso e ripeto “Erika cazzarola questa settimana fa la persona seria e di parola, mi raccomando non ti far fottere dal fine settimana…Datti delle motivazioni, pensa a Berrino, Veronesi e Marco Bianchi. Pensa a quando i vestiti ritorneranno a starti comodi e meglio, pensa al costume e al senso di benessere che ti pervaderà il cervello al posto delle solite lagne per aver mangiato troppo. Forza, dai, ci sei riuscita già una volta! Ti sentivi fiera di te e serena! Pensa a quello cazz…!!!!”.

Inizia la settimana, sembra tutto filare liscio. La mattina faccio il mio super esercizio attiva metabolismo, qualche addominale e pesetti per le braccia, colazione equilibrata. A pranzo porto un insalata con il mio pane fatto in casa o una pasta fredda e la sera qualche verdurina saltata.

Il problema è quando sto fuori casa. In ufficio per esempio, quasi tutti i giorni arriva una mail che avvisa che in cucina ci sono dolcetti vari per festeggiare il compleanno di qualcuno. Il primo giorno resisto, i primi giorni siamo tutti sempre più forti, i giorni seguenti quasi sempre ne prendo un pezzetto. Arriva poi Patricia, la mia collega, che è sempre dolcissima con me e che per farmi una coccola mi porta un bounty al cioccolato fondente, mi pare male dire no e lo accetto. All’inizio dico, ok magari lo lascio lì, resisto e lo mangio più avanti, oppure ne mangio solo metà, non mi va che ci rimanga male! Alla fine me lo divoro sempre tutto in 30 secondi e non lascio nemmeno le briciole…ma solo perché sono una persona estremamente educata :D.

019321564483ffbe1208b5eaac81f84fdb576118d9I primi cinque giorni della settimana trascorrono più o meno egregiamente. Il giovedì faccio un’ora di yoga con Patricia e poi un giorno della settimana riesco sempre a tornare da lavoro a casa correndo, anche se non sono più quella di un anno fa, lenta e stanca -_-.

Si fa venerdì, i miei nervi e la mia forza di volontà sembrano percepire fisiologicamente il susseguirsi dei giorni e il venerdì non pare esserci scampo: sono debole, indifesa e in balia delle vetrine deliziose dei mille cafè che si trovano ogni 50 m per le strade del centro. Scones, muffins, torte e paste burrosissime che mi tentanto con voce da sirena ad ogni metro che si interpone tra la mia fermata e l’ufficio :O. Cedo, prendo uno scone con marmellata e la mangio di fronte al computer. Arriva ora di pranzo. Mangio quello che mi sono preparata a casa, bevo tanta acqua e concludo con un frutto. Mi rimetto al computer e nei minuti che mi rimangono della pausa pranzo faccio un salto su instagram, che ormai mi suggerisce solo pagine di cucina e dolci cicciosissimi, e mi metto alla ricerca di qualcosa di sfizioso da preparare per Adriano nel fine settimana. Poi però una vocina, che parte proprio dal profondo dello stomaco, mi tormenta l’anima: io il venerdì ho bisogno di dolce. Sono già in modalità weekend. Il cielo ha voluto che proprio difronte l’ufficio aprisse un posto che vende donuts, le ciambelle super fritte americane, ma queste qui non sono mica fritte e basta!!!! La quantità di roba che ci riversano sopra è impressionante: cioccolato in crema, cioccolato a pezzettoni, cioccolato a pezzettoni su cioccolato in crema, caramello, mele caramellate, crumble, meringa e altre schifezze che mi dovrebbero far stare alla larga per almeno 1 km, visto che sono la materializzazione del male e di tutto ciò contro cui generalmente mi batto e con cui fracasso le scatole a familiari ed amici. Ma cedo, prendo quello ripieno di mele e con i crumble sopra.

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Il mio apple crumble donut

Rientro in ufficio, lo divoro con il mio caffè e mi godo i 10 minuti di appagamento che mi separano dai successivi di pentimento. Si fa sera. Finalmente io e Adri ci rivediamo dopo una settimana. Se viene lui da me, generalmente cucino qualcosa di buono (questo venerdì è saltata fuori una cenetta mediterranea completamente vegan niente male)

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Polpettine di ceci alla libanese con pane integrale fatto in casa con salsa yogurt e contorno di peperoni e cipolle caramellate

oppure se vado io a Cork, visto che arrivo sempre tardi, si prende qualcosa fuori. Bene a conti fatti in un solo giorno si sono recuperate tutte le calorie parsimoniosamente evitate durante tutta la settimana, e questo è solo l’inizio, perchè sabato mattina fa sempre rima con colazione cicciona! Si va al baretto sotto casa di Adri, dove fanno delle torte da paradiso oppure si prendono gli scone caldi caldi al bar al villaggetto non lontano da casa mia a Dublino. Oppure mi invento una torta a casa. Insomma non si rimane mai morti di fame.  Adesso è sabato sera, e che vuoi rimanere a casa? Via a cercare un nuovo ristornate da provare. Il pranzo della domenica? Non abbiamo mai sentito la mancanza di quello di casa, abbiamo sempre trovato il modo per consolarci alla grande! E il caffè fuori con un pezzo di torta che vuoi saltarlo? Certo che no!

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Questa è la pausa caffè di ieri alla National Gallery

Bene, ma adesso vi starete chiedendo a che scopo ho messo qui nero su bianco i mie peccati di gola, le miei debolezze ed ipocrisie. Tutto questo ha una scopo. Facciamo che da adesso ha inizio un esperimento! Visto che credo di averle provate tutte (in realtà mi rimane da provare solo l’ipnosi) oggi voglio provare una nuova strategia.

Non ci sono più scuse, le mie confessioni le ho fatte, niente più alibi. In fondo a me le sfide sono sempre piaciute, specie se a guardare e giudicare c’è qualcuno. Perchè quando gioco con me stessa tendo sempre ad accampare scuse e quindi poi perdo miseramente. Ora provo a fare un gioco diverso. Da oggi voglio provare a tenere un diario on-line del mio percorso verso un’alimentazione SANA, COSTANTE e DURATURA, che vada dal lunedì alla domenica, senza eccezioni o scorciatoie. E ciò che spero questa volta possa fare la differenza siete voi, qualcuno che guardi (sempre che vi interessi :D) e che vegli. Qualcuno autorizzato ad infamarmi quando sgarro (si, siete autorizzati, fatelo).

Oggi 13 Dicembre Erika vuole iniziare un piccolo percorso finalizzato ad un migliore e costante benessere fisico e mentale, un percorso che vuole lavorare sulla sua capacità di ragionare davanti ad una fetta di torta e di scegliere cosa fa bene e cosa no. Da oggi, ogni sera proverò a scrivere un piccolo diario, con le mie ricettine per il pranzo a lavoro, che devo dire non sono niente male, con gli esercirzi che faccio tutte le mattine e i progressi nella corsa che spero ritornino. Questo spero possa essere un modo per “comportarmi bene”, fare la brava sempre, soprattutto nei weekend. Voglio vivere quest’esperimento come un gioco, un gioco condiviso con altri, nella speranza di perdere questi benedetti chili che l’Irlanda mi ha generosamente regalato, sentirmi meglio con me stessa, recuperare lo stato fisico che mi permetteva di fare dei discreti tempi nella corsa e finalmente tentare per davvero una mezza maratona prima o poi. Voglio ritornare a prendermi cura di me stessa, del mio corpo, del mio tempo e soprattutto della mia mente!!!

Amen!!!

P.S. Ci tengo a precisare che non fa parte di me quella estrema fissazione sul peso, la taglia 40, le modelle, la necessità di essere sempre perfetti per gli standard che questa società ci impone ecc. Potrebbe sembrare da ciò che su ho scritto. Chi mi conosce sa che non è così. Mi pare sia anche chiaro quanto io ami il cibo. Mi piace mangiare e godermi la vita al meglio. Questo piccolo esperimento è finalizzato a recuperare quelle sane abitudini che caratterizzavano la mia vita prima di Dublino. In quest’ultimo anno mi sono fatta travolgere da molte cose che hanno un po’ destabilizzato il mio modo di vivere. Il cibo fresco e buono che è sempre problematico trovare con la facilità con cui lo trovavo in Italia, i tempi per il pranzo che sono più brevi e sempre più di corsa, i ritmi della giornata che ti fanno tornare a casa stanca per una corsetta o il preparare la cena come si deve e i ristoranti sempre pieni di cose fritte e burrose. Tutto ciò ha inciso notevolmente sul mio modo di mangiare e di trattarmi bene.

Quindi l’obbiettivo non è la taglia 40, il corpo perfetto e le 1600 kcal giornaliere ma il volersi bene tutti i giorni, attraverso il cibo e l’esercizio. L’obbiettivo è recuperare le buone pratiche di un anno fa. L’obbiettivo sono IO, il mio BENESSERE FISICO e MENTALE.

 

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