Giorni #5 #6 #7 | Weekend non ti temo più

Giorno #5 | Non ho toccato un dolce

Posso fieramente dire che oggi la qui presente ha superato incolume il Venerdì, il giorno che tutte le settimane dà il via al mio stato di azzannatrice di dolci compulsiva, bramatrice di zuccheri e peccatrice di gola priva di dignità. Lo so, la guerra non è ancora finita, dinnanzi a me si spalancano le porte del weekend e ci sono quindi ancora due giorni di prove e tentazioni, ma questo è un inizio, un buon inizio…e le tentazioni non sono mancate.

Stamattina però niente esercizi, perché ieri sera non ho avuto un briciolo di voglia per preparare la valigia, in vista del fine settimana a Cork e quindi l’ho fatta stamattina. In aggiunta avevo da preparare anche il pranzo, quindi oggi solo acqua, limone e zenzero e dritta in doccia. Bissata la colazione di ieri, biscotti integrali con marmellata di lamponi, yogurt con lamponi e nocciole e caffettino. Alle 8 sono fuori di casa e mi affretto verso l’ufficio. Una cosa è da dire a consolazione del fatto di aver saltato gli esercizi: mi son fatta 3,7 km a passo veloce tirandomi dietro il trolley, quindi mi sento solo parzialmente in colpa. Oggi poi ho modificato un po’ il percorso, perché ho scoperto che tagliando per una via riesco a risparmiare tempo e quindi anche qualche centinaio di metro. Quindi stamattina ho fotografato Gran Canal Dock da un’altra prospettiva. Niente male.

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Arrivo in ufficio e purtroppo oggi il mio angelo custode, Patricia, non c’era, quindi sono stata quasi tutto il tempo in silenzio, cosa che per me equivale ad una tortura. Finalmente si fa ora di pranzo, scappo al super mecato a comprare l’insalata da aggiungere a quella preparata a casa. Ed ecco la prima tentazione: sono in fila per pagare e accanto a me il banco delle paste. Un profumo di burro e zucchero a velo che non vi dico. E’ stata dura, ma ho vinto io.

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Scendo in canteen e trovo alcune colleghe, con cui per fortuna riesco a chiacchierare, una di loro è italiana, di Napoli, l’altra greca. Una pausa pranzo piacevole. Stamattina per pranzo ho abbozzato una sorta d’insalata mexican style: fagioli rossi, mais, cipolla, tanta ma tanta paprika affumicata e foglioline di rucola e valeriana di base, condita con un cucchiaino d’olio e mangiata con due fette del mio pane integrale. Molto buona e soprattutto bellissima da vedere, infatti in molti a pranzo mi hanno fatto i complimenti. C’è da dire che non ci vuole nemmeno un gran che per stupirli. In genere i loro piatti variano, dall’insalata già pronta presa al supermercato, pasta fredda con pesto (qui il pesto spopola, è ovunque, panini, pizze, wrap, insalate ecc ovunque) o qualche panino e wrap preso d’asporto. I panini qui sono una cosa allucinante, hanno una farcitura alta circa 5 cm, e dentro ci trovi sempre come minimo due tipi di carne, un prosciutto cotto che fanno qui in Irlanda, o choriso, che è un salamino piccante spagnolo o il pollo, in petto, alto minimo 2 cm. Tremendi già solo a vederli. Comunque dopo di che mela, caffettino e di nuovo a lavoro.

Si fa ora di uscire per andare a prendere bus per Cork. Con un senso di orgoglio nel cuore, penso che il pomeriggio non mi sono fatta prendere dalla voglia di dolce, ma contemporaneamente il pensiero va a cosa avremmo mangiato io e Adri la sera. Non volevo mica imporgli il mio regime degli ultimi giorni, ma nemmeno volevo mandare all’aria tutte le buone pratiche della settimana. Diciamo che alla fine ho avuto culo, perché chiamandomi Adri, mi dice che era molto stanco per andare a fare la spesa e che a casa aveva soltanto pomodorini e insalata. Musica per le mie orecchi. Il pane lo portavo io e così abbiamo cenato con una bella insalata condita con pomodorini, le olive nere che abbiamo rimediata dalla sua conqui, tonno e pane integrale tostato. Siamo stati contenti entrambi, perché entrambi ultimamente ci sentiamo appesantiti e abbiamo veramente bisogno di rimetterci in forma. Venerdì sera chiuso al top :D!

Giorno #6 | L’Irlanda in tavola è Burro

Se pensando all’Irlanda vi vengono in mente prati verdi, birra e pecorelle bianche, state dimenticando qualcosa. C’è un altro elemento che fa di questo paese un’unica nazione, sotto un unico cielo e che supera le diversità e i campanilismi tra le diverse contee, si tratta del burro. Lo ritrovi ovunque, in ogni preparazione, dolce o salata, a base di pesce o di carne, ad accompagnare il pane, sempre, e per la colazione o all’ora del tè. Non accadrà mai che sulle tavole o nei frigoriferi delle famiglie irlandesi o in un cafè o ristorante manchi un enorme panetto di burro. Per capire l’entità della questione vi basterà entrare in un qualsiasi supermercato e osservare l’estensione del reparto frigo dedicato a questo ingrediente. La stessa che in Italia è per i biscotti o i formaggi. Enorme!!!

Ma questa premessa a che scopo? Bene Sabato mattina io e Adri decidiamo di fare qualcosa di diverso e, visto che di Cork conosciamo già ogni cm, decidiamo di fare una gita fuori porta, in qualche posto nelle vicinanze. Decidiamo di andare a Cobh, piccola cittadina a 30 min di treno da Cork.

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Dimenticavo quasi di dire che ho saltato nuovamente gli esercizi, ma mettiamo che un giorno a settimana di riposo ci può anche stare. Quindi sabato all’insegna del relax. La colazione è stata rigorosa. Non ci simo fatti tentare dalla tea room sotto casa. Finalmente di nuovo porridge al latte di mandorle con cannella, uvetta e pere. Per fortuna da Adri è rimasto ancora qualcosa dalla mia ultima permanenza a casa sua: frutta secca, quinoa, cannella, semi, avena, così stamattina non ho avuto proprio alcuna scusa per uscir fuori dal mio programma di benessere.

Doccia, vestiti e pronti, ci incamminiamo verso la stazione e con un tenero trenino di soli tre vagoni percorriamo quella parte di costa che forma il sistema di insenature della contea di Cork. Non sarebbe neanche il caso di dirvi come fosse il tempo. Grigio come sempre, ma una volta scesi dal treno la vista è inquietante. L’intera baia, comprese le due isolette che vi stanno in mezzo, sono completamente inghiottite  dalla nebbia. Una vista che mi ha ricordato alcune scene del film shutter island, con Leonardo Di Caprio. L’abbiamo presa a ridere.

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Giriamo per il paesino, che è un borghetto di pescatori minuscolo, con un solo negozio per genere ma con 5 pub nella stessa minuscola piazza. Cobh è famosa, solo in Irlanda credo, per essere stato l’ultimo porto da cui è salpato il Titanic prima del disastro, o almeno credo, fatto che sta che loro su questo ci marciano tanto e quindi sul molo c’è un piccolo museo sul titanic, che noi non abbiamo voluto vedere, e moltissimi locali, negozi e bar che  prendono nome dalla sfortunata nave. Il ristorante dove abbiamo pranzato si chiamava infatti Titanic grill cafè. Entriamo, ci accomodiamo ad un tavolo che si affacciava sulla baia completamente bianca per la nebbia. Diamo un’occhiata al menù. Ci eravamo detti di fare i bravi, anche in previsione della pizza che ci eravamo programmati la sera, quindi il fish and chips era assolutamente da escludere. Vedo come antipasto delle cozze, che sembrano dover essere un buon piatto leggero, e poi prendo del salmone affumicato su soda bread con insalata, capperi e salsa yogurt. Ero abbastanza fiera del mio ordine fino a quando non arriva la prima portata: un piatto enorme di cozze immerse in una sorta di sughetto bianco, delizioso che profumava di limone, aglio, prezzemolo e soprattutto BURRO! Guardo Adri allibita, anche perché il piatto era accompagnato da due crostoni di pane sul quale era stato spalmato e poi fuso una generossima porzione di BURRO. L’antipasto di Adriano: dei gamberi immersi in una salsina leggermente verdina a base di BURRO. Insomma senza scampo. Burro ovunque. Il sapore non poteva che essere delizioso. Tutto molto buono, ma io non riesco ancora a spiegarmi come si possa decidere di “rovinare” del pesce fresco utilizzando il burro. Magari noi siamo forse troppo integralisti, riuscendo a trarre il meglio da un’orata alla griglia condita con semplice olio e limone, ma loro con tutto il ben di Dio di pesce che hanno come diavolo fanno a profanarlo in questo modo???? Mistero!!! Passiamo al secondo! Per fortuna la mia si è rilevata veramente una scelta leggera, quella di Adri un po’ meno: cherry di verdure e gamberi con riso basmati. Arriva questo piatto molto bello con da una parte il riso e dall’altro questa ciotolina con il sughetto di gamberi, verdure e spezie. Generalmente la salsa è preparata con il latte di cocco, questa invece indovinate con che cosa? Ovvio, burro! Per carità, anche questa molto buona, ma non si può cavolooo!!! Una consolazione è stata la nostra fierezza per non avere preso il dolce. Siamo usciti di lì pienissimi, la nebbia era sparita e per alleviare poco poco i sensi di colta, iniziamo a passeggiare, giungiamo sulla parte più alta del paesino dominata da una grande chiesa e poi riscendiamo.

Sembrava che il cielo si stesse aprendo, qualche raggio di sole e pezzetto di cielo azzurro faceva capolino tra le nuvole, così ci diciamo di prendere un caffè take away e di bercelo seduti su una panchina, nel giardino comunale che stava proprio lì davanti al mare. Il tempo di prenderlo e sederci e il sole sparisce completamente.

Il Irlanda il tempo è così, cambia repentinamente da un momento all’altro. Va be, ci diciamo, che si fa? Finiamo di bere, e incamminiamoci in stazione per il treno delle 4. Nemmeno il tempo di salire sul vagone e prendere posto e le nuvole di colpo spariscono, e si apre un bellissimo pomeriggio di sole. Io e Adri ci guardiamo e credo che contemporaneamente abbiamo pensato a quanto siamo sfigati.

Ad ogni modo rientriamo a Cork e facciamo un giro in centro, facciamo la spesa e poi il mio acquisto della settimana da tiger: l’elastico con le maniglie per fare esercizi per le braccia. Sono tanto soddisfatta e non vedo l’ora di provarlo.

Passiamo una bellissima serata. Da qualche giorno è arrivata a Cork una ragazza che avevo conosciuto anni fa, amica di un mio ex compagno di scuola, e con cui trascorsi un bellissimo ferragosto. Ha deciso di trascorre qui 3 mesi, così ci tenevo a vederla per dargli il benvenuto e perché è sempre bello secondo me avere qualcuno che ti accolga in una nuova città, ma giusto per non farti sentire disorientata, sola o per darti qualche dritta. Andiamo così in un ristorante/pizzeria italiano che non avevamo ancora provato e la pizza c’è piacciuta molto. Siamo andati sul leggero, giusto una margherita con l’aggiunta di rucola, grana, pomodorini e olive, un bicchiere di vino rosso (quello fa bene al cuore, quindi non si discute) e siamo stati tanto bravi da resistere anche qui al dolce. Mary è carinissima, abbiamo chiacchierato tantissimo, io e Adri l’abbiamo bombardata involontariamente di informazioni su Cork, l’Irlanda, il lavoro, gli affitti, il costo della vita e cose del genere, speriamo di non averla stordita troppo! Concludiamo la serata in un posto che è tappa fissa per chiunque passi una serata a Cork: l’Oliver Plancket. E’ un pub molto bello in centro, caratteristico e famoso per la musica dal vivo tutte le sere. E’ diviso su due livelli: al piano terra ci sono sempre gruppi che suonano musica più contemporanea, mentre al piano superiore c’è sempre musica irlandese, che se vuoi passare una serata al pub con gli amici, a bere birra e whisky è il top. E’ divertentissima, piacevole e tutti si fanno travolgere da questo ritmo scatenato a suon di chitarre, banjo, violino e fisarmoniche…Insomma una gran bella serata!!!

Giorno #7| Adriano fidanzato dell’anno

Che la giornata di ieri sia stata un po’ pesantina è inevitabile negarlo. Siamo stati un po’ travolti dal burro direi, ma almeno non abbiamo mangiato dolci :D. Invece Domenica è stata decisamente tutta un’altra storia e buona parte del merito va al mio meraviglioso fidanzato. Gia’ per il solo fatto di avere smisurata pazienza con me basterebbe a santificarlo, ma devo dire che ci sono ancora volte che riesce a lasciarmi senza parole.

In questi anni in cui ho deciso di cambiare alcune abitudini alimentari, come quella dell’eliminare la carne, lui è stato abbastanza accondiscendente e anche molto aperto a tutte le notizie e informazioni che recuperavo in merito al cibo. Non si lamenta mai della mia cucina, se non quando esagero con il peperoncino, e pare gli piaccia anche tanto, addirittura ho saputo che ne parla bene in giro <3. In merito all’attività fisica invece abbiamo avuto sempre abitudini diverse per tanti motivi che non sto qui a raccontare. Ogni tanto sono riuscita a trascinarmelo dietro a correre ma niente di più.

Quindi immaginate la mia sorpresa stamattina nel sentirmi proporre di andare a fare una camminata di quelle serie al parco. Già i due giorni precedenti mi aveva fatto piacere vedere che anche lui non voleva strafare a tavola. In generale poi il fine settimana non mi va tanto di stressarlo con queste cose, visto i giorni molto pesanti a lavoro, lo svegliarsi presto la mattina e rientrare tardi la sera. Quindi ci tengo che riesca a riposarsi per bene il Sabato e la Domenica. E invece questa Domenica mattina ha preso proprio un altro verso.

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Colazione con il mio porridge con pere, cannella, uvetta e nocciole. Pultroppo niente acqua e limone. Ci mettiamo in tenuta da corsa e partiamo alla volta di Fitzgerald Park. A passo molto veloce, scendiamo di casa, facciamo la via principale della città che costeggia il fiume e poi ci infiliamo in un stretto viale alberato che ci porta dritti dritti al parco. Parco che credevamo molto più piccolo, ma che poi invece, seguendo un gruppo di persone che proseguiva, abbiamo visto che sconfina oltre la città, in un contesto bellissimo che corre lungo le sponde del fiume Lee. Le macchine spariscono, e intorno a noi ci sono solo alberi, prati, tanti cani e gente di tutte le età che corre, cammina, gioca a pallone o a qualche altro gioco irlandese di cui non ricordo il nome. Km totali 10. I primi 5 dell’andata a passo velocissimo, poi un breve tratto correndo e gli ultimi sfiancassimi, quasi trascinandoci. Calorie totali 350, tempo 1:31. Quindi i sensi di colpa per il pranzo di ieri sono stati messi a tacere. Rientriamo a casa e Adri mi stupisce una volta ancora, mi fa: ci facciamo un’insaltina? Ma certoooo…Lattuga, olive, pomodorini, cipolla rossa e semi di lino, due fettine del mio pane integrale e poichè ci eravamo molto infreddoliti ci facciamo pure una zuppetta di lenticchie rosse con qualche pomodorino, una spolveratina di churry e pepe. Per finire una banana per rifornirci di potassio e via! Ma che bella sensazione di leggerezza, soddisfazione e fierezza :D.

Poi usciamo per un caffettino con Mary, ma prima decidiamo di passare in un negozio per comprare una cosa che era parecchio tempo che ci proponevamo di comprare: una bilancia. Bene, non so se avete notato il fatto che all’inizio di questa settimana non ho parlato affatto di quanto peso, questo perchè non ho avuto il coraggio di trovare una farmacia per pesarmi e mettermi faccia a faccia con la cruda verità. Ebbene ho deciso di farlo oggi. Il risultato non è stato inaspettato, ma speravo meglio, ovvio. Non ve lo dico per mantenere ancora un briciolo di dignità, ma magari più avanti vi dirò i kg persi, sempre che ci saranno :O!!! Con Adri abbiamo fatto il patto di pesarci tutti i fine settimana insieme e infamarci e supportarci quando ne sarà il caso. Se questo non è amore!!!???

Insomma vediamo Mary, andiamo in un cafè, famoso tra le altre cose per ottime torte, muffin e biscotti. Io ordino solo un tè e vedo bene di tenermi lontana dal vetrina dei dolci. Avevo già avvisato Adri sulle scale di casa di trattenermi nel caso avessi ceduto, e invece  non l’ho fatto. Ferma e forte come una roccia, anche quando insieme al tè mi hanno portato una ciotolina con dei cioccolatini!!! Sono inamovibile!

Infine facciamo due chiacchiere e poi ci salutiamo per scappare a prendere il bus per Dublino. Arrivo a casa alle 10:30 di sera, ho avuto la forza e gli ingredienti di prepararmi solo un’insalatina con carote, cavolo rosso, avocado, cipolla e olive. Niente male. Poi ho guardato la terza puntata del nuovo Chef table e a nanna.

Ebbene signori io questo fine settimana, nonostante tutto, nonostante il burro e il vino,

HO VINTO!!!

ERIKA 1 -DOLCI 0

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