Giorni #12 #13 #14 | Weekend-Ino

Va bene!!! Si, infamatemi. Me lo merito! L’appena trascorso weekend è stato un po’-INO in tutto. Mangiato un tantino, fatto la brava un pochino, esercizi fatti giusto qualche minutino, passeggiata domenicale andata a quel paesino, mangiucchiato qualche dolcino e ancora tanti -ino -ino -ino e -ino.

Insomma ne’ ottimo ne’ pessimo, ne’ da crocifiggere e neanche da lodare. Vi spiego perchè.

Giorno #12 | Partita bene, finita benino…forse

Venerdì mattina non sapevo che fare prima: sveglia alle sei, giù dal letto e faccio gli esercizi per le braccia con l’elastico (quelli del video di qualche giorno fa), preparo la valigia per Cork, di nuovo senza acqua e limone, faccio subito colazione (avevo troppa fame e non sono riuscita ad aspettare la doccia), yogurt con lamponi e mirtilli, curcuma, semi di chia, 2 biscotti integrali con la marmellata e caffettino. Una lentezza e un sonno che non vi dico! Poi dritta in doccia, shampoo, phonata ai capelli, truccata e vestita, sono uscita di casa stratardissimo, alla bellezza delle 8:30. Mi trascino il trolley per i soliti 3,6 km, in 38 min, bruciando 130 kcal. Arrivata in ufficio già cotta e stanca. Caffettino sola soletta e mi metto a lavoro.

Finalmente si fa ora di pranzo. Era il compleanno di una collega del team di design del piano in cui io James e Patricia stavamo prima, e per mantenere ormai la buona abitudine presa, continuano ad invitarci ai loro pranzi. Vado!!! Siamo andati a mangiare sushi. E’ qui che guadagno il primo pallino nero del weekend. Ordino un bento box, che comprendeva del riso, 2 rotolini di sushi, del tofu impastellato con salsina agrodolce e dei pezzetti di salmone piastrato. Non sapendo che aspettarmi da questo box, seguendo la scia degli altri che prendono tutti in aggiunta dell’altro sushi, ordino dei roll con salmone e rucola, peccato che non mi rendo conto che la sola ingorda che ha ordinato il piatto da 8 pezzi sono io!!! Mi devo distinguere sempre -_-. Comunque alla fine, giusto per non appesantirmi del tutto, non finisco il riso (che grande sacrificio eeehhh) e lascio un triangolo di tofu.

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Rientro in ufficio trascinandomi. Mi cala un’abbiocco allucinante. Scappo in cucina e prima mi taglio una mela, non posso proprio rinunciare alla frutta dopo i pasti, e poi mi faccio una tazzona di caffè. Di nuovo al lavoro. Finalmente si fanno le 17:30 e scappo a prende il bus.

Questa volta sul bus ho ammazzato le mie 3 ore di viaggio guardando una serie netflix. Mi sono lasciata rapire da “Medici, master of Florence”. Bellissima, uno perchè c’è Firenze che è protagonista, la mia adoratissima Firenze e 2 perchè l’attore protagonista che fa Cosimo de Medici è Robb di Game of Thrones, il mio amatissimo King of the North, che sti cani mi hanno fatto morire in tenera età, ma devo dire che qui è ancora più bello e fascinoso. Che principeeee!!!

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Vi consiglio la serie… molto bella, già finita, anche se mi ha deluso tantissimo che molte scene sono girate in una Firenze che non è Firenze. Tra le tantissime incongruenze, la piazza che fanno credere sia l’esterno di palazzo Medici è in realtà Pienza. Poi la ricostruzione dell’esterno di palazzo Vecchio viene resa con un rivestimento lapideo molto chiaro, quasi bianco, mentre è ovvio pure a chi a Firenze non è mai stato, che palazzo vecchio è di un colore più scuro, marrone/giallastro. Va be, errori che si potrebbero anche perdonare.Ma quello di rappresentare Firenze come una città collinare, con vicoli in salita e discesa in pieno centro storico è assolutamente inaccettabile!!! HANNO TRADITO FIRENZE!!! NON SI FA!!!!!

Comunque passando oltre. Arrivo a Cork alle 9. Adriano, tanto carino mi ha fatto trovare pronta la cena: filetti di merluzzo con pomodorini e olive nere in umido, accompagnati da un’insalata. Sono stata brava, perchè sentendomi un po’ in colpa per il super pranzo di oggi, non ho mangiato pane.

Evviva! Venerdì superato con voto appena sufficiente!

Giorno #13 | Pensavo fosse amore…invece era un calesse!!!

Vi è mai capito di partire gasati, emozionati e con mille aspettative per un evento, un viaggio, un film al cinema e poi rimanere con un pugno di mosche in mano: un evento non riuscito, una località sopravvalutata, un film che doveva essere un capolavoro e che invece era una ciofeca!!! Ebbene è quello che ci è capitato questo Sabato a me ed Adri.

Veloce veloce vi dico che la mattina ho fatto giusto 3 addominali, perchè non riuscivo a star più nel letto con gli occhi aperti nell’attesa che Adri si svegliasse (sto proprio invecchiano, mi sveglio presto senza sveglia!!!). Bevuto acqua e limone, colazione con porridge al latte di mandorla, pera, cannella e noci e pranzo leggerissimo con insalata e feta, mangiata lle 2:30 fuori. Caffettino a metà pomeriggio e nessuna traccia di zuccheri nel mio sangue fino a sera (mi sono comportata bene per più di 10 ore).

Comunque rientriamo a casa dalla spesa e pensiamo a dove andare a mangiare la sera. Io dico ad Adri che avevo voglia di qualcosina di buono e che ero stanca delle solite cagatine irlandesi con patate fritte, sempre e comunque. Così mi metto a controllare su internet e scopriamo che proprio il ristorante sotto casa, che noi non avevamo mai calcolato, è in realtà un rinomato e premiato ristorante, famoso per l’estrosita dei piatti e l’ottima qualità delle materie prime, tutte dalla contea di Cork. Do un’occhiatina alle recensioni e sono tutte strapositive e poi guardo le foto dei piatti. Mi si illuminano gli occhi! L’avete presente quella serie di documentari su Netflix “Chef’s table”?! Si! Bene, ogni piatto era bello come quelli del programma. Si magari le porzioni mini, ma davano l’idea di essere squisiti.

Mi faccio prendere dall’euforia e gli dico ad Adriano che dobbiamo andare assolutamente, che un’esperienza così ci manca e che dobbiamo provarla. Quel santuzzo del mio fidanzato annuisce e alzando le spalle fa: va be, chiamiamo! Solo dopo avere prenotato ha fatto capolino nel mio cervellino l’idea che magari prima era il caso di dare un’occhiatina ai prezzi, tanto per capire su per giù su che range stiamo: altino, come immaginavo, figurati! Alla fine diciamo “amen, niente ci fa, tanto provare dobbiamo, non dobbiamo mica mangiarci tutte le settimane!!!”.

L’ambiente, nonostante ci trovassimo a Cork, era di quelli un po’ tiratini, ci sistemiamo carini carini e andiamo.

Il locale è veramente carino, semplice, colori tenui, bei quadri alla parete e la zona bar con i mattoncini a vista ( veri e non quegli osceni rivestimenti). E il top del top è che c’è una grande vetrata che da su una parete di roccia esterna, dalla quale scorre dell’acqua. Io e Adri non siamo ancora riusciti a capire se è una sorgente vera o meno. Comunque un bel posto. Arriva il menù e ordiniamo. Bicchiere di vino e iniziano a portarci il vassoio del pane. Era un mix di tre pani diversi, uno con l’uvetta, un soda bread ai cereali e uno con i semi di finocchio, il tutto accompagnato dall’immancabile ciotolina di burro. Ok incominciamo a spizzicare. Poco dopo ci portano dei mini mini ma proprio mini stuzzichini: 2 polpettine fritte, 2 cubettini di formaggio appena scottato con mezza fragolina e 2 patatine (patatine quelle tipo san carlo) con su una puntina di una spuma che non abbiamo capito di che cosa e una fogliolina. Vi dico solo che abbiamo perso più tempo ad ascoltare il cameriere che ci spiegasse cosa fossero che a mangiare. Buone per carità, ma proprio uno sputino. Va be ridiamo, perchè pensiamo alle parole di mia mamma: mi raccomando mangiate prima di andare !!!

Arriva l’antipasto. Io avavo preso delle capesante scottante , accompagnate da non so che tipo di salsa, Adriano invece della trota con qualcos’altro. Guardo il mio, molto bello e dalle dimensiani apprezzabili, non enorme ma ragionevole. Quello di Adriano, bellissimo da guardare, ma da mangiare c’erano solo due e dico due striscioline di trota larghe 1 cm e lunghe 2. Una miseria insomma!!! Ridiamo. Che dovevamo fare!!!???

Arriva il main. Io avavo preso del lombo “wild” con salsina di cavolfiore, uvetta e qualche pezzo di pancetta. Adriano un piatto con un filetto di nasello e due capesante, con salsine varie. Anche qui le quantità miserine, meno male che avevamo preso anche un contorno. Tutto buono per carità, gustoso, ben presentato, ma nulla ci ha fatto dire wooouuu o ci ha lasciato a bocca aperta. Quello che alla fine io e Adri ci siamo detti è che ce ne vuole, e parecchio, per lasciare senza parole un italiano a tavola. Non è patriottismo e neanche il terrone che è in noi a parlare. E’ la verità! Ad ogni modo ciò che per me ha fatto guadagnare qualche punto alla cena è stato il dolce. Tralasciando la miserabilità delle porzioni, che io per trovarci soddisfazione devo come minimo riordinare 3/4 volte, il dolce che ho costretto Adri a prendere (perchè ero indecisa tra due) era molto buono. Io ho preso una almont tart con spuma di non so che cosa e gelato ai lamponi, mentre l’altro dolce era una striscia densissima di cioccolato, con base biscottata e poi del gelato e una spuma al caramello salato. Quello è stato il top. La mia era buona, ma nulla di paragonabile a quella pastosità cioccolatosa in bocca.

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La serata comunque è scivolata via una meraviglia. Bella luce, musica bassa, atmosfera raffinata, tante risate e leggerezza. E poi eravamo io e Adriano insieme, ad una cenetta romantica, belli e rilassati, quindi cos’altro chiedere???!!! Magari un conto piu’ basso, ma chissene, una volta ogni tanto, amen!!!

Insomma sembrava amore…ma era un calesse! Troisi docet!!!

Ci siamo tolti il pensiero di provare un ristorante gourmet, ci siamo fatti due risate e abbiamo contribuito all’economia irlandese. Va bene così. Se non fosse che poi tra una portata e l’altra quel pane all’uvetta me lo sono pappato tutto io e poi al dolce non ho saputo rinunciare! Amen, signore perdonami perchè ho peccato! Ci diciamo con Adri “DOMANI ANDIAMO A CORRERE”.

Giorno #13 | Domenica, dolce dormire…e mangiare

Noi ci abbiamo provato! La sveglia impostata alle 9:30 di Domenica, ma a quanto pare il “U Signor un vonzi ddannu”. Ci siamo svegliati con il rumore del vento che tirava fortissimo ed è inutile dire che stava piovendo. Ci siamo guardati in faccia e,con tono sommessamente dispiaciuto e amareggiato, ci siamo detti “si rimane a letto” olèèè!!!

Che gioia quando è Domenica, fuori il tempo è brutto e tu rimani sotto le coperte, magari sprofondato in un abbraccio, e non hai nulla da fare. Nessuno impegno, nessuna corsa contro il tempo. Solo tu, lui e il tempo, lento. Una gioia, peccato che al mio stomaco non importa niente di calore, abbracci e domeniche mattine spensierate, perchè neanche dopo un’ora ha iniziato a brontolare. Così ci alziamo lenti e lenti ci godiamo la colazione, e lenti ritorniamo a letto :D. Ma che vita da cani la mia, e giù direbbero ” e cu t’avi accunsumari a tia” (chi e che cosa può consumarti). Esatto, io il mio tempo non lo spreco, me lo godo tutto, senza troppi pensieri, cazzi e mazzi!!!

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Diciamo che le cose si sono poi accelerate di botto quando si erano fatte le 11:45. Avevamo un’amica a pranzo e la lista del menù che avevo in mente era parecchio lunga, quindi bisognava darsi una sbrigatina. Doccia lampo e mi metto subito a tagliare chili di verdure. Dimenticavo di dire che Sabato non potevo non fare un salto all’english market, paradiso per tutti quelli che come me amano cibo fresco e locale. Il risultato? Un pranzo buono, di stagione e colorato. Il lavoro di squadra con Adri è stato eccezionale. Solo non avrei fatto in tempo, visto che aspettavamo Mary per l’1.

Antipasto fatto di un bel po’ di verdure al forno:

  • radicchio bianco e rosso al forno con cipolla bianca e aceto balsamico;
  • strisciarelle abbrustolite di carote e porri;
  • zucca aromatizzata alle erbe;
  • Patate dolci.

Il tutto accompagnato da crostoni tostati di pane di segale e soda bread.

Per il primo invece mi sono fatta ispirare da una ricetta palermitana che avevo beccato su una pagina fb. Si tratta del pesce spada impanato alla palermitana (metto qui la ricetta trovata).

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Purtroppo quando sono arrivata in pescheria il pesce spada era già finito, ma ho rimediato con delle belle fette di tonno. La ricetta prevede di mettere il pesce a bagno nel latte con un po’ di sale per tutta la notte in frigo. Dopo di che lo si olia e lo si passa in una panatura semplice. Io ho apportato qualche modifica, utilizzando il latte di mandorla e insaporendo la panatura con uno spicchio d’aglio schiacciato, scorza e succo di arancia (bio), scorza di limone (bio), prezzemolo e sale. In forno a 150 gradi per circa 30 min, dipende quanto sia alta la fetta. Come contorno non potevano mancare le patate, signori è Domenica,  che adesso mi sono abituata a fare come qui in Irlanda, tagliandole e cuocendole con tutta la pelle. Io comunque uso le patate novelle e gli do sempre un sbollentata per una decina di minuti, tagliandole già a tocchetti.

E la chicca del pranzo è stato il crodino con ghiaccio e fettina d’arancia, che abbiamo trovato al negozietto italiano in centro Sabato pomeriggio. Accompagniamo il tutto con il nostro immancabile pinot grigio veneto, di cui ormai io e Adri ci siamo appassionati.

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Come una scema presa dall’euforia non ho fatto nemmeno una foto al tonno, che oltre che essere venuto buonissimo, era anche uscito molto bello, con una panatura perfetta, tutto merito del latte. Ad ogni modo sono stata tanto soddisfatta del pranzo anche se non abbiamo avuto il tempo di fare le polpettina di ceci e melanzane con la salsa yogurt. Abbiamo calcolato male i tempi, sarà per la prossima volta. Concludiamo il tutto con il dolce che ha portato Mary: una torta al caffè che io purtroppo non sono riuscita ad evitare, prendendone anche una seconda fetta (ma era più piccolina).

Insomma appare chiaro come abbia sgarrato totalmente il mio piano health domenica a pranzo. E’ proprio per questo che sentendomi parecchio in colpa la sera ho mangiato solo una mela. Consoliamoci con questo. Ma il fatto è che la Domenica è Domenica e lo è ancora di più se inviti gente a casa. Quindi amen, ho fatto il pieno di carboidrati e zuccheri ma tutto allo scopo di essere una brava e buona padrona di casa per la mia cara ospite! Spero di esserci riuscita 😀

Notte!!!

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