Oggi Dublino è stata casa

In teoria stasera avrei  dovuto scrivere il resoconto degli ultimi due  giorni, visto che non sono più così tanto puntuale, ma non lo farò perchè voglio parlare di altro. Proprio oggi che è l’anniversario del mio sbarco in Irlanda, sento che c’è una cosa bellissima che voglio condividere, più di ogni altro sciocco bollettino di un diario di bordo.

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Oggi è stata una giornata ricchissima di emozioni contrastanti. A parte che mi sono svegliata super ringo, per via di una sveglia che ho creduto abbia suonato alle 6 quando invece non lo ha fatto, a parte la spossatezza di quest’ultima settimana, oggi arrivo a lavoro abbastanza serena. Per strada, nelle cuffie ho sempre Radio Deejay, e quindi tra il Trio Medusa prima e Fabio Volo poi, mi faccio sempre grosse risate. Caffettino con Patricia, solita chiacchierata, apro autocad e si parte come al solito. Se non che, dopo alcuni minuti Patricia mi chiama a bassa voce e mi dice di avvicinarmi. Non sto qui a raccontarvi i dettagli perchè è un po’ lunga, ma salta fuori che in giornata avrei dovuto incontrare un polizziotto per una dichiarazione, in quanto tempo fa c’è stato un furto in studio ed io inconsapevolmente ho agevolato il ladro. Mi sono sentita morire!!! Una mortificazione enorme! E’ stata una notizia che mi ha completamente sconvolto l’umore. Patricia continuava a ripetermi che sarebbe potuto capitare a tutti, ma io continuavo a pensare che guarda caso è capitato a me, che alla fine posso trovarmi solo io a cascare in situazioni del genere. Mi sono messa a pensare a quando e come sia potuto succedere (infatti prima di rivedere le registrazioni non riuscivo a ricordare nulla), poi ho pensato a quel poveretto che è stato derubato (per fortuna l’assicurazione ha provveduto a tutto) e infine alla colossale figuraccia fatta con i colleghi in ufficio. Non sono scoppiata in un pianto solo perchè volevo mantenere un minimo di parvenza da persona adulta, ma avrei tanto voluto.

Tutto questo è stato si una cosa che mi ha turbata per buona parte della giornata ma è stata anche l’occasione per capire che in fondo sono circondata da belle persone. In un paese che fino a sei mesi fa sembrava complottare per cacciarmi via, oggi ad un anno esatto dal mio arrivo, mi sono resa conto che posso contare su delle persone, diverse da me per cultura e provenienza, per lingua e modi di fare, ma che in fondo hanno proprio un gran cuore. Persone da cui mi sarei potuta aspettare solo un semplice buon giorno la mattina ma che oggi si sono premurate per farmi stare bene! In particolare la mia adorata Patricia , la mia collega, e poi Brian, il tutto fare dello studio. Da lui proprio non me lo sarei aspettato, anche perchè non credevo nemmeno sapesse cosa fosse accaduto.

Partiamo da Patricia. Lei si è  accorta subito che alla notizia ero stracambiata, così mi propone/impone/suggerisce caldamente, per tirarmi su, di andare a mangiare un boccone insieme fuori per pranzo e di goderci tassativamente un bel dolce. Non che ci voglia poi così tanto a farmi dire si a queste condizioni (ricordate la mia dipendenza dai dolci?!). Così alle 12:45 usciamo dall’ufficio, e chiedendo a me di scegliere dove andare, la porto in un posto magico, non molto lontano dal trinity college, che i primi mesi a Dublino mi ha recato una grave dipendenza: Sweet Sicily. E’ un minuscolo cafè condotto da una coppia di siciliani che ha completamente conquistato Dublino, italiani e non, per le meravigliose torte e dolci che fanno (ci sono anche i cannoli!!!). E’ bellissimo all’interno, la vetrina dei dolci è meravigliosa e i camerieri (italiani) sono di una carineria splendida! Fanno anche delle buonissime insalate e panini, e da alcuni mesi sono aperti anche la sera e fanno gli Spritz, gioie proprio!

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Patricia non c’era mai stata e ne è uscita entusiasta. Ma al di là del cibo, al di là del posto, è stato un pranzo meraviglioso perchè lei è meravigliosa. Dolce come poche altre persone che conosco, ho scoperto che abbiamo moltissimi interessi comuni. Abbiamo parlato di viaggi, libri, dell’Italia, di cibo, tanto buon cibo, ristoranti nuovi e sfiziosi da provare in città. Abbiamo parlato anche del colloquio che avevo fatto con James e di come fosse entusiasta di assumermi e io alla fine gli ho dovuto confessare di quanto sia felice di aver trovato lei come collega, perchè sin dal primo giorno è stata sempre gentilissima e a disposizione, e che non mi ha mai fatto sentire a disagio anche quando gli chiedevo di ripetere una frase cinque volte perchè non la capivo. Insomma è stato un pranzo tra amiche, e non mi sarei mai aspettata di trovarne una qui, irlandese, così carina e così affine a me, nonostante la differenza d’età. Sono pazzamente pazza di lei!!!!

Poi c’è Brian. Lui è un personaggio! E’ fortissimo, non capisco mai quando parla, perchè è irish nell’anima, parla straveloce e usa sempre un linguaggio molto slang, ma mi fa sempre ridere. In studio è sempre a disposizione di tutti. Lui gestisce la sale delle stampati e tutto quello possibile ed immaginabile che c’è da gestire in uno studio: spedizioni, guasti, stampanti, relazioni con operatori esterni ecc ecc e quanto pare anche di come far stare bene e far ridere la gente. Ha una battuta sempre pronta per tutti, anche per me, ma che io generalmente non capisco mai o la capisco a scoppio ritardato.Generalmente mi fa la smorfia dei tipici modi di fare, gesticolare e parlare degli italiani e io poi ogni tanto gli insegno qualche modo di dire potente. Insomma una persona piacevole con cui farsi due risate giusto durante la pausa caffè. Invece oggi ha fatto di più. E’ stato così carino da mandarmi una mail, per dirmi che non dovevo assolutamente preoccuparmi o star male per quello che era successo e che poteva succedere a chiunque altro, mail condita poi con una marea di faccine!!! Lì per lì ho pensato: ma vedi quant’è carino, alla fine poteva anche fregarsene e non disturbarsi a scrivermi, in fin dei conti sono soltanto una di altri 150 dipendenti. E invece ha deciso di farlo, e io non potevo che apprezzarlo tantissimo. Gli rispondo, lo ringrazio e gli dico che seguirò il suo consiglio. Qualche ora dopo lo ribecco in cucina e mi ripete di nuovo quello che mi aveva scritto, e in quell’occasione, senza nessuna battutina o scherzo, serio e veramente preoccupato che io non mi preoccupassi! Lo adoravo già da prima, adesso ancora di più, e poi mi ha detto che sono la loro italian super star, come non adorarlo!!!???

Poi nel pomeriggio sono stata accompagnata alla stazione di polizia da Máire, la persona che in studio si è occupata di gestire la situazione, ed è stata anche lei molto carina a dirmi che non c’era niente di cui preoccuparsi.

Insomma riprendendo una canzone di De Andrè

“dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”

una brutta situazione come quella di oggi mi ha rivelato che, oltre alla mia famiglia e agli amici italiani (in Italia e a Dublino), adesso quando ho bisogno, posso contare anche su due care persone irlandesi. Vivo quel che è successo come un altro piccolo passo che mi fa sentire meno estranea in questo paese, più parte vivente di esso e non semplicemente un’emigrata in cerca di lavoro.

Morale della favola? Casa è in tanti posti, dove c’è l’amore, dove vive la tua famiglia e dove puoi trovare sempre un amico che ti tende la mano. Oggi Dublino è stata casa.

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