Una capatina al mercatino BIO

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E’ da quando mi sono ritrasferita a Dublino che sono a conoscenza di un mercatino bio (in inglese organic) che apre tutti i sabati mattina non molto lontano da casa mia: verdura irlandese, frutta certificata bio spessissimo italiana, pesce e uova fresche e tutte quelle altre cose da botteguccia benessere che a me piacciono tanto e che in genere costano uno stonfio, ma NIENTE CI FA.

Quando lo scoprii pensai: da ora in poi spesona buona una volta a settimana, roba irlandese – per lo meno europea – e su via che si sostiene l’economia locale. Indovinate un po’!!! Sono riuscita ad andarci soltanto Sabato scorso e cioè sei mesi dopo il mio ritorno in città! Che sfaticata che sono! Tra pigrizia del sabato mattina – per cui per niente al mondo abbandonerei il mio letto prima delle 10:30 – e l’essere spesso a Cork, non ho mai avuto occasione di andarci. Ma meglio tardi che mai, no?! Così dopo essermi ben meritata una dormita lunga 8 ore (che lusso!!!), sabato mattina, fatta una lentissima colazione e indossato la mia tenuta da weekend (scarpe da ginnastica e pantaloni larghi SEMPRE), finalmente ci ho fatto un salto.

In un palazzo di mattoni rossi dell’800, e’ un mercatino proprio “ino”, nel senso che non c’era da aspettarsi il mercato centrale di Firenze o l’English market di Cork, ma alla fine ho trovato tutto quello che volevo: frutta, verdura, pesce fresco e con mia grande gioia una bancarella di sourdough bread, il pane a lievitazione naturale irlandese. E’ buonissimo e qui anche molto diffuso, ma non nei grandi supermercati. Quindi sono stata più che contenta di prendere una bella pagnottana multi cereale, crosta croccantissima fuori e mollica con super bolle d’aria morbidissima dentro.

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Poi ho svaligiato la bancarella di frutta e verdura: limoni, cavoli, pomodori, erbe fresche, spinaci, carote ( ho trovato anche quelle rosse e gialle :D), rucola e un’altra sorta di bietola che non avevo mai visto prima (non so nemmeno come si chiama) che ha lo stelo centrale colorato. E in tutto ciò ho fatto pure amicizia con il fruttivendolo irlandese e ci ho anche guadagnato un invito per visitare la sua fattoria appena fuori Dublino …ma che gioia è???!!! Ultima capatina alla bancarella del pesce per un bella fetta di tonno e dopo una trentina di minuti rientro a casa con due borse colme di cose buone, il portafoglio alleggerito di un bel po’, ma un sorriso grande grande. Quanto mi piace fare la spesa!!!

Fameee!!! Sono stata lì per lì sopraffatta dallo “sbarattamento” ( essere sbarattata= confusa, agitata), per non saper cosa prepararmi con tutta quella roba. Alla fine non vedevo l’ora di provare quella verdura colorata e le carote rosse. Quindi spadellata multicolore con cipolla e spezie, servita su una bella, fragrante e bona fetta di sourdough bread.

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Il resto del sabato pomeriggio l’ho trascorso a casina. Vi capita mai di desiderare per tutta la settimana un giorno di completo e assoluto relax da passare sul divano in totale dolce far niente??? Ecco, a me non è che sia successo poi così spesso, anzi in genere non vedo l’ora che arrivi il weekend per uscire e far un sacco di cose fuori, ma quella settimana lì, sono stata letteralmente travolta dalla spossatezza e mancanza di energie, per cui tutti i giorni dopo lavoro mi trascinavo pesantemente e casa, con il desiderio di cena, pigiama e dormita profonda (dicono sia il tempo irlandese) . Così sono stata tutto il pomeriggio e sera compresa, sul divano a guardare la nuova stagione di House of cards, e non potevo essere più felice!!!

Per cena mi sono preparata una bella insalatona di rucola, pomodori, cipolla rossa, olive nere, zucchine e cocomeri, con un guacamole home made e il tutto su due belle fettone di sourdough bread…soddisfazioni!!!

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La vera protagonista è stata la rucola che ho preso al mercatino. Il mio palato si era disabituato al suo vero sapore pungente e forte, che non ha niente a che fare con quell’erbetta insapore che vendono in busta al super mercato. Insomma mi sono sentita a casa per qualche minuto.

Ma la ricetta regina del mio fine settimana è stata quella del tonno al limone, in crosta di sesamo e semi di lino con tortino fresco di zucchine e pomodoro (a breve carico anche la ricetta). Mi ero riservata il tonno come pranzo della domenica e la sua bontà ha ripagato l’attesa. Un pranzo leggero e fresco pieno di nutrienti buoni!!! Da fare ad Adri la prossima volta che viene!!!

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Insomma il cestino della spesa al mercatino bio ha sfornato grandi piatti quel weekend, semplici, sani e buoni. Ecco le mie paroline magiche. Si, i ristoranti sciccosi sono buoni, il bel paninazzo con le patate fritte o l’arancino pure, ma vuoi mettere la croccantezza delle verdurine appena saltate, la morbidezza di un trancio di tonno scottato, l’acidità di un limone bio e la piccantezza di un mazzetto di rucola. Sentimenti fatti di cibo, sensazioni sulla lingua, ricordi nel cuore. Il cibo merita rispetto, così mi piace darglielo manipolandolo il meno possibile e sopratutto scegliendolo di buona qualità, senza veleni o che venga dall’altra parte del mondo.

Questa capatina al mercatino bio mi ha fatto riflettere anche su quanto possiamo essere fortunati noi italiani. Nonostante l’invasione di frutta e verdura africana o spagnola, possiamo godere della mela trentina, l’arancia siciliana, le ciliege di Vignola, il broccolo romanesco, gli asparagi bianchi di Bassano; i piselli e le fave dell’orto di nonno, oppure le melanzane e i peperoni che pianta in campagna tuo fratello; le albicocche, le nespole, le amarene e i fichi del giardino sotto casa. Le uova fresche che ti porta il pomeriggio nonna o l’olio di casa nuovo ogni anno . Insomma l’Italia è il paese perfetto, baciato dal sole, con tanti climi diversi, mille tipi di terreni e altrettante tradizioni e culture che nei secoli hanno saputo trarre il meglio e trattare al meglio ogni dono della terra. Cose che ho sempre dato per scontate, adesso no -_- ! Ma non sono triste. Tra poco più di due mesi rientro a casa per l’estate, poi ci sono le vacanze di Natale e sicuramente mamma si farà scappare un altro super mega “pacco da giù”, con i limoni del giardino e le mandorle e i pistacchi di qualche zio. A pensarci mi dispiaccio più per chi, come gli irlandesi, la fortuna di una così grande diversità biologica non ce l’ha. Ma loro riescono a godere al meglio della loro terra con gli allevamenti al pascolo, il latte sempre buono e freschissimo, le patate e i tanti tipi di cavoli e tuberi ovviamente…e poi loro hanno la birra!!! Qualche pinta e non ci pensano più 😉 !!!

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